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Quando si parla di giardino, che esso sia di piccole dimensioni, un parco esteso o semplicemente un balcone, si parla di costanza, organizzazione e cura di piante, fiori e prati. Il verde impreziosisce l’ambiente permettendo il piacere di respirare il profumo di un’ oasi naturale.

Possedere un giardino rilassa la mente e mantiene il fisico in salute. E’ il luogo ideale per rilassarsi e vivere a contatto con la natura. Se ben curato, vi si può scorgere il passare del tempo, lo scorrere delle stagioni.

Ricorda che qualsiasi ambiente può trasformarsi in un piacevole spazio verde.

La prima cosa da sapere e da non sottovalutare è il nutrimento base: l’acqua. E se a volte ci si può affidare alla romantica immagine di cappello in paglia e annaffiatore, in altre i sistemi di irrigazione  automatica sono a tutti gli effetti un aiuto indispensabile.
Dosare la quantità d’acqua corretta nel momento giusto, vi eviterà l’obbligo di una presenza quotidiana, evitando inoltre sprechi idrici o di energia elettrica e danni alla vegetazione.

Grazie a un impianto di irrigazione, si rispetterà l’habitat naturale delle piante mantenendole in salute e vigore. L’apporto d’acqua manuale, per quanto ben gestito e regolare, non potrà mai farvi ottenere un’irrigazione come quella ottenuta con un impianto automatizzato, che non lascia mai zone troppo secche o troppo bagnate.

Importante sarà la progettazione dell’impianto, in quanto un sistema mal regolato o mal progettato potrebbe creare problemi dovuti a eccessiva o scarsa irrigazione. Il risultato sarà causa di danni e insorgenza di malattie fungine. Per tanto è sempre consigliato rivolgersi ad esperti nel settore.

QUANTA ACQUA DARE ALLE PIANTE?

Questa è una domanda con più di una risposta, proprio per questo un moderno impianto di irrigazione è sempre dotato di una centralina di controllo che permetta una programmazione precisa dei turni e della durata di irrigazione.

I fattori che determineranno quanta acqua dare a prato e piante sono sostanzialmente due:

  • il periodo stagionale
  • il tipo di verde da irrigare
  • il terreno e l’esposizione

Se prendiamo in considerazione la stagione estiva, il consumo medio d’acqua sarà di circa 5 litri al metro quadrato, per giorno. Ossia fare andare per circa 25 minuti il vostro impianto di irrigazione, se dotato di irrigatori dinamici, e 10 minuti, se dotato d’irrigatori statici. Questo valore potrà modificarsi in caso di caldo intenso o vento sostenuto, fattori che causano una disidratazione maggiore.

Sarà preferibile programmare turni d’irrigazione piuttosto lunghi di notte riducendo così shock termici a terreno e piante. O in alternativa la mattina presto, in quanto si laverà via la rugiada notturna, pulendo così erba e piante da potenziali malattie che risiedono proprio nell’acqua di condensa che si è crea nella notte. In questo modo donerete al verde vigore e robustezza.

Un’altra credenza da sfatare è che un’irrigazione assidua aiuti il verde. Si tratta infatti di un errore molto comune, ma assolutamente da evitare. Irrigare è importantissimo ma anche l’acqua può causare stress e danni; è sempre opportuno effettuare un’analisi dell’acqua. Inoltre bagnando troppo frequentemente, le radici di erba e piante non si sviluppano in profondità. Sarà pertanto conveniente e salutare assicurarsi adeguati turni di irrigazione e somministrare la giusta quantità d’acqua a ogni singola pianta, solo quando e dove serve. In questo un buon sistema d’irrigazione ben calibrato e strutturato, eviterà sprechi mantenendo il verde ben ossigenato e favorendone lo sviluppo.

QUALE TIPO D’IMPIANTO SCEGLIERE?

Per dotarsi di un efficiente impianto di irrigazione, bisognerà innanzitutto capire di cosa si necessità a seconda delle tipologie di piante e del loro fabbisogno di acqua. In caso non si abbiate conoscenze specifiche, è sempre meglio affidarsi a dei professionisti nel settore richiedendo un preventivo personalizzato.

Per un buon impianto di irrigazione occorre essenzialmente creare un sistema che apporti acqua dal tubo principale a ogni pianta. Per fare ciò bisognerà decidere che tipologia di impianto si vuole realizzare: con irrigatori statici o dinamici, a goccia o micro irrigazione. Inoltre quando si progetta un impianto di irrigazione, è importante garantire che la precipitazione (ovvero il tasso con cui viene distribuita l’acqua) sia uniforme in ciascuna zona coperta. Questo si otterrà selezionando ugelli appropriati o impostando le diverse zone coperte dagli irrigatori con lo stesso tasso di precipitazione. I criteri da tenere presenti sono la portata e la pressione.

COME REALIZZARE UN SISTEMA DI IRRIGAZIONE?

Ovviamente starete pensando che dirlo, non è come farlo! Partiamo quindi per gradi.

Per realizzare un perfetto sistema d’irrigazione piccolo o grande che sia a seconda delle diverse necessità, il punto di partenza è sempre la scelta del tipo d’impianto e un accurata progettazione soprattutto per quanto riguarda la parte idraulica di collegamento alla rete idrica. Per questo motivo è spesso consigliabile avvalersi dell’aiuto di personale esperto.

Le variabili da tenere in considerazione sono diverse:

  • dimensione e forma del giardino per calcolare il numero di irrigatori e il loro posizionamento. Per le turbine, è opportuno prevedere una distanza di circa 6/12 12 m tra ciascun elemento mentre per gli irrigatori statici basteranno dai 3 ai 5 metri. In questo modo, si otterrà un innaffiamento uniforme. Importante è non disporre nella stessa zona due tipi di irrigatori diversi, distanziare troppo tra loro gli irrigatori e rispettare le indicazioni degli irrigatori che troverete nel manuale d’uso. La distanza tra gli elementi è ovviamente proporzionata alla superficie irrigare. L’innaffiamento deve raggiungere sia l’irrigatore contiguo che quello opposto.
  • portata della rete idrica, quantità d’acqua di cui può disporre l’impianto e la pressione che riesce a sopportare
  • il tipo di centralina, a batteria o a corrente, per l’irrigazione programmata. Essa è indispensabile per stabilire in maniera personalizzata la quantità e la frequenza delle irrigazioni giornaliere. Da essa l’acqua scorre fino ai gocciolatori e ai microirrigatori che garantiranno un flusso continuo e preciso.
  • collaudo dell’impianto, in modo da correggere immediatamente eventuali problematiche
  • la manutenzione, che dovrà essere effettuata periodicamente per mantenere l’impianto in ottime condizioni. Sarà quindi necessario controllare il funzionamento degli irrigatori e pulirli con regolarità.

Detto questo andiamo a vedere nello specifico come realizzare in pochi passi un impianto di irrigazione:

  • Installate le valvole prevedendo una distanza minima di 10 cm tra di esse per facilitarne la manutenzione.
  • Installate il blocco valvole e le valvole elettriche nella tubazione principale, quindi installate le tubazioni secondarie marcandone il tracciato.
  • Scavate le trincee verificando antecedentemente le norme locali in vigore relative alla profondità di posa delle tubazioni per gli impianti di irrigazione. In assenza di particolari vincoli in merito alla profondità di posa , scavate trincee con una profondità di 30/40 cm.
  • Posizionate i tubi e i raccordi lungo la trincea, seguendo l’ordine di installazione. Prestare attenzione a non far entrare terra o detriti nei tubi.
  • Installate il programmatore (centralina) dove si desidera (la maggior parte dei programmatori vengono installati all’interno, ad esempio in garage) quindi collegatelo alla presa elettrica. Usare dei cavi colorati per collegare le valvole al programmatore. È necessario un cavo per ogni valvola più un cavo comune per tutte le valvole.
  • Stendete il cavo nella trincea dal programmatore alle valvole elettriche. Ove possibile, si consiglia di proteggere il cavo da futuri scavi installandolo direttamente sotto il tubo. Ora collegate i cavi alle valvole con appositi connettori stagni.
  • Installare tutti gli irrigatori e immettere acqua ruotando manualmente la valvola (in questo modo si elimineranno impurità presenti nel tubo) Non appena l’acqua inizia a fuoriuscire pulita, chiudete il rubinetto.
  • Verificare che i cavi e i raccordi elettrici funzionino correttamente e che la copertura di irrigazione sia precisa.
  • Riempite le trincee togliendo eventuali sassi e ricoprire compattando la terra man mano che si avanza.
  • E’ consigliabile installare i sensori della pioggia in un luogo in cui riescano a ricevere la pioggia diretta, ad esempio sul bordo di un tetto, su una grondaia o su uno dei paletti di una recinzione.
  • L’ultima tecnologia al servizio d’irrigazione sono i sensori umidità: apparecchi che evitano lo spreco d’acqua impedendo l’irrigazione quando il terreno raggiunge una soglia di umidità impostata.

Ricordarsi che con l’avvicinarsi della stagione invernale e dei primi freddi, sarà necessario sconnettere l’impianto di irrigazione proteggendolo così da possibili gelate. Pertanto scollegherete il programmatore dal rubinetto per riporlo in un luogo asciutto. A questo punto si toglierà la batteria (ricordandosi di gettarla negli appositi contenitori per la raccolta differenziata) e agli inizi della stagione successiva si inserirà nella centralina una nuova batteria. Nel caso specifico di un impianto interrato si dovrà chiudere la valvola a monte e attivare per qualche minuto ciascuna elettrovalvola, in modo da eliminare l’acqua rimasta all’interno. Infine svuota l’acqua dalla pompa centrifuga di superficie togliendo l’apposito tappo. In caso fosse sommersa basterà spegnere l’interruttore.

ATTREZZI E MATERIALI CHE POTREBBERO SERVIRE:
(ricordatevi i permessi necessari in base alle normative locali)

  • pioli in ferro, nastro segnaletico o bomboletta di vernice per marcare il tracciato
  • metro a nastro
  • tubi flessibili (misurare le lunghezze di tubo necessarie e le sezioni richieste. Non dimenticare di aggiungere una parte di tubo in più da rimuovere. Contare la quantità di raccordi necessari in base a sezione e tipo)
  • morsetti per tubi in polietilene
  • colla e solvente per tubi in PVC
  • taglierina (Utilizzare taglierine apposite per tagliare i tubi in PVC. Gli eventuali residui di plastica derivanti dall’utilizzo di un seghetto potrebbero intasare gli irrigatori. Quando si utilizzano taglierine per tubi, ruotare il tubo in PVC, in questo modo si riduce il rischio di rottura)
  • chiavi stringi tubo e seghetto
  • tagliafili
  • pinza
  • cavo (In un impianto di irrigazione automatica si utilizzano cavi a interramento a bassa tensione per collegare le elettrovalvole al programmatore. Il cavo normalmente utilizzato è multifilo inguainato con identificazione per colore)
  • sensore (dispositivo di arresto attivato in base alle condizioni
    meteorologiche)
  • centralina (il modello di programmatore varia in base al numero di valvole. Per ogni valvola è necessario un programmatore. Misurare la lunghezza del cavo che collega il programmatore alla valvola più distante. Un programmatore automatico memorizza le informazioni sui giorni in cui irrigare, le ore in cui avviare l’irrigazione e per quanto tempo è necessario irrigare ogni zona.)
  • valvole antidrenaggio (dispositivi di piccole dimensioni spesso installati alla base di un irrigatore che consente all’acqua di fluire in un’unica direzione e che non si apre finché non viene raggiunta una pressione preimpostata)
  • valvole di non ritorno (dispositivi installati tra il punto di raccordo e le elettrovalvole che impedisce il riflusso di acqua contaminata nell’acqua potabile.
  • valvole di arresto (utilizzate per isolare l’impianto di irrigazione dal circuito idraulico o per isolare sezioni dell’impianto di irrigazione per operazioni di manutenzione. Può essere una valvola di isolamento in ottone o una valvola a sfera in ottone o in plastica. Prestare particolare attenzione quando si ruotano le valvole per attivarle o disattivarle. il movimento deve essere effettuato lentamente perché se ruotate rapidamente, potrebbero verificarsi danni)
  • elettrovalvole (valvole attivate con una bassa tensione e collegate al programmatore con un cavo a interramento. Un gruppo di elettrovalvole viene definito blocco di distribuzione)
  • punto di raccordo (punti in cui si collega la tubazione principale dell’irrigatore. In genere, in questo punto viene installata una valvola di arresto manuale che permette di interrompere l’irrigazione in caso di rottura di una tubazione o per eseguire operazioni di manutenzione.)
  • rastrello
  • cacciavite
  • pala o vanga
  • escavatore o catenaria

Molti professionisti del settore raccomandano l’uso di tubi in PVC, questo per mantenere una pressione dell’acqua costante.

Ed ecco creato il vostro impianto d’irrigazione interrato semplice da realizzare. Ora la domanda sorge spontanea: perché affidarsi a dei professionisti? Il personale esperto nel settore, sarà in grado di verificare la soluzione migliore in relazione alla spesa da voi sostenibile e alle specifiche esigenze della zona da irrigare. Inoltre è importante possedere familiarità con le norme sui collegamenti elettrici e idraulici e vi fornirà garanzia o assicurazione, facendovi risparmiare tempo e denaro.

Ora potrete occuparvi del vostro verde garantendogli la giusta dose d’acqua.

Buon lavoro e ricordate: “Anche una goccia d’acqua ha la capacità di amare quando cade su di un filo d’erba e lo disseta”.